sab 28_1 ore 21.15
dom 29_1 ore 18.00 e 21.00
REGIA: Clint Eastwood
ATTORI: Leonardo Di Caprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Judi Dench, Josh Hamilton, Geoff Pierson, Ken Howard, Dermot Mulroney, Josh Lucas, Cheryl Lawson, Kaitlyn Dever, Gunner Wright, David A. Cooper, Ed Westwick, Kelly Lester, Jack Donner, Dylan Burns, Jordan Bridges, Brady Matthews, Jack Axelrod
MUSICHE: Clint Eastwood
PAESE: USA 2012
GENERE: Biografico, Drammatico
DURATA: 137 Min
Nominato capo dell'FBI dal Presidente Calvin Coolidge, J. Edgar Hoover è
un giovane uomo ambizioso nell'America proibizionista. Figlio di un
padre debole e di una madre autoritaria, Edgar è ossessionato dalla
sicurezza del Paese e dai criminali che la minacciano a suon di bombe e
volantini. Avviata una lotta senza esclusione di colpi contro
bolscevichi, radicali, gangster e delinquenti di ogni risma, il
direttore federale attraversa la storia americana costruendosi una
reputazione irreprensibile e inattaccabile. A farne le spese sono i suoi
nemici, reali o supposti, tutti ugualmente ricattabili dai dossier
confidenziali raccolti, archiviati e custoditi da Helen Gandy, fedele
segretaria che rifiutò il suo corteggiamento e ne sposò la causa.
Quarantotto anni di ‘azioni' (il)legali, otto presidenti e un sentimento
dissimulato dopo, quello per il collaboratore Clyde Tolson, Edgar
detterà la sua biografia e le sue imprese: la rivoluzione investigativa,
la consolidazione del Bureau, la ‘deportazione' dei comunisti, la
cattura di John Dillinger e George Kelly, le indagini lecite sui
rapitori di Baby Lindbergh e quelle illecite sulle Pantere Nere o sul
Movimento per i Diritti Civili di Martin Luther King. Una vita romanzata
e smascherata al tramonto dalla coscienza di Tolson e dall'incoscienza
del peggiore dei presidenti.
Il mondo è imperfetto e Clint Eastwood lo ribadisce ogni volta che può.
Ad essere perfetto è il suo sguardo sul mondo, dove ancora una volta un
criminale 'rapisce' un bambino e dove il bambino scomparso diventa
l'immagine dell'innocenza di un Paese sulla soglia di una crisi. In J. Edgar, come in Changeling,
a una mamma viene sottratto il figlio e la polizia è incapace di porvi
rimedio. A indagare ci pensa lo zelante Edgar Hoover, ansioso di
accreditare il valore dell'FBI e di raggiungere la notorietà, a cui ha
sacrificato affetti e vita privata. Perché Edgar è un disadattato
ossessionato dalla carriera e dalla conservazione del ruolo, che fa
giustizia dei criminali e assicura alla giustizia il presunto colpevole
del primo kidnapping della storia americana. Ma Edgar è pure la
protervia del potere poliziesco e politico contro cui combatteva la
madre ostinata di Angelina Jolie,
è il distintivo che giustifica qualsiasi nefandezza, intercettazione,
pestaggio, è l'uomo che spia, imbroglia e ricatta amici e avversari, è
l'America paranoica che combatte i propri nemici diventando come loro e
che disarma i 'radicali' impugnando le armi del terrore e condannandosi a
morte. Edgar Hoover secondo Eastwood è ancora il più grande talento
recitativo nazionale, il protagonista di un racconto che affonda le sue
radici nei miti fondativi della cultura e dell'immaginario americano. È
il doppio di James Cagney, interprete di un G-Man e di un cinema che celebra i metodi scientifici dell'FBI e l'abnegazione dei suoi agenti contro il nemico pubblico,
incarnato dallo stesso attore e incarnazione di un individualismo
gangsteristico senza futuro. Leonardo DiCaprio, già interprete per Scorsese di una megalomane icona del sogno americano (The Aviator),
presta il volto e la ‘maschera' a un uomo distaccato che concepisce
ogni relazione come una partita a carte, abituato a soffocare ogni
passione e attento a evitare di compromettersi con le donne e con la
vita. Eastwood lo chiude in un limbo di sentimenti raggelati lungo il
contraddittorio confine tra legalità e illegalità, lasciando che lo
spettatore, nel modo del cecchino di Un mondo perfetto,
'spari' su quello che crede di aver visto negli andirivieni
cronologici. Nel percorso di imbruttimento, invecchiamento e corruzione a
cui il regista sottopone il protagonista, si inserisce con un bacio
rubato e un ballo mancato un inedito sentimento di pietas che inverte la direzione del film. Se Changeling avviava una storia d'amore che si faceva politica nel suo svilupparsi, J. Edgar
impone il dramma emozionale tra Hoover e Tolson sugli aspetti politici,
assicurando al protagonista l'empatia del pubblico e insieme rimanendo
fedele alla sua identità originaria. Con l'onestà estetica di chi non
bara e non trucca perché sa che il trucco è già compreso nel mondo e
nelle sue maschere, (s)mascherate da quelle senili di Leonardo DiCaprio,
Armie Hammer e Naomi Watts, Clint Eastwood gira in costume una vicenda
politica 'contemporanea'. Dentro una biografia emotivamente riservata e
reticente, dietro una relazione a proprio agio negli interni, dove
l'imbarazzo e la crescente attrazione divengono palpabili, dove un
fazzoletto si fa vettore emotivo e fisico di una passione
intercettabile, l'autore americano dimostra l'acume politico del suo
cinema. Un cinema alla ricerca di un bagliore di innocenza nel cuore nero dell'America.
Marzia Gandolfi

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